PROGETTO “RICONOSCERE LE VOCI” : il ruolo dei gruppi di auto e mutuo aiuto

RICONOSCERELEVOCI (2)

 

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I gruppi di auto e mutuo aiuto nascono tradizionalmente come occasioni di confronto e sostegno tra persone unite da una determinata problematica che trovano nello scambio reciproco di emozioni e vissuti una forza nuova e una via d’uscita da solitudini e disagi. Il valore di questi incontri è indubbiamente fornito dal ritrovarsi tra pari, legati da un sentire comune, a condividere aspetti di sé e delle proprie difficoltà e nello stesso tempo, essere sostenitori dell’Altro, fornitori di aiuto e consigli. L’efficacia di questo duplice ruolo è immediata: le fasi in cui ci si può trovare possono essere diverse, le soluzioni trovate molteplici e così i punti di vista sul problema, il confronto produce sollievo e speranza.

Nel campo dell’ascolto delle voci, il ruolo dei gruppi è stato determinante nel consentire a questo fenomeno di “de-psichiatrizzarsi”.  Dall’esperienza illuminante di Ron Coleman a quella italiana di Cristina Contini, lo strumento “gruppo” è utilizzato da sempre per normalizzare un’esperienza che, per troppo tempo, è stata considerata gravemente patologica e trattata con ricoveri, farmaci, elettroshock.

Nel gruppo e nella condivisione si può parlare di quello che si sente, delle voci che si ascoltano, si possono immaginare soluzioni e strategie di affrontamento.

Per questi motivi anche noi crediamo che il lavoro dei gruppi di auto e mutuo aiuto sia una componente importante di un efficace percorso di recovery nell’area del sentire le voci. I nostri trattamenti, di natura prettamente individuale (integrati con le strategie di affrontamento del manuale di Cristina Contini) e familiare (il sostegno genitoriale specifico per i familiari degli uditori) affiancheranno quindi i lavori del gruppo di auto e mutuo aiuto per uditori promosso dall’Associazione Onlus “Riconoscere” (http://www.riconoscere.it), a partire dal progetto “Riconoscere le voci”.

La sua diffusione significa poter finalmente offrire delle alternative agli uditori di voci, esterne al mondo strettamente psichiatrico, in contesti altri e con operatori adeguatamente formati alla gestione di questa esperienza.

 

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