PERCORSI DI GUARIGIONE PER UDITORI DI VOCI: UN CONFRONTO TRA ESPERTI A BOLOGNA

images (2)

images (2)

Lo scorso 25 settembre si è tenuta a Bologna presso “il Villino” la tavola rotonda dal tema: ”PERCORSI DI GUARIGIONE PER UDITORI DI VOCI: COMPRENDERE IL SENSO DELLA PROPRIA ESPERIENZA PER TROVARE UNA STRADA”. A confrontarsi, di fronte ad una platea di circa 50 persone, c’erano: il dottor Renzo Muraccini, psichiatra dirigente AUSL DI BOLOGNA, responsabile del CSM “ZANOLIN”, Don Arrigo Chieregatti, Sacerdote e psicologo, presidente dell’associazione Dialoghi-onlus, e Cristina Contini, esperta per esperienza e medium, presidente dell’associazione “Sentire le Voci”.

Il dibattito, che ha suscitato l’attenzione costante dei partecipanti, ha offerto un confronto vivo e appassionato tra professionalità distinte che a vario titolo si occupano di uditori di voci: uno psichiatra, un prete e una uditrice esperta-medium.
I punti di vista offerti erano dunque diversi ma con una cornice comune: l’attenzione alla persona nella sua unicità di portatrice di esperienza piuttosto che di malattia e il focus su dimensioni del funzionamento psichico che elevano il sé umano verso livelli più alti di conoscenza e di ricerca di senso.
Il dottor Renzo Moraccini ha esordito citando Shakespeare e il suo “date parole al dolore, il dolore che non parla bisbiglia al cuore sovraccarico e gli ordina di spezzarsi” spostando dunque l’attenzione al ruolo della Parola, della voce e dell’ascolto nel nostro essere umani e nel lavoro di psicoterapia. Ha ricordato la visione normale e originale di Freud del ruolo allucinogeno della mente infantile e quindi della dualità tra un mondo esterno oggettivabile e un mondo interno che rimanda alla soggettività e alla simbolizzazione. L’uditore si potrebbe dunque considerare come amplificatore di due realtà parallele e interferenti una sull’altra, che rimandano alla primitiva dialettica tra il Bene e il Male.
Don Arrigo, con la sua esperienza di etnopsicologo in Cambogia e Vietnam, ha portato l’attenzione dei presenti alla lettura degli eventi legata al contesto e ai significati che ne derivano : quello che in una cultura ha un senso, spesso negativo e stigmatizzante, in un’altra potrebbe non avere nessun significato “patologico”. Ci sono dimensioni della psiche e dell’energia che noi ancora non conosciamo a fondo e verso cui bisogna avvicinarsi con rispetto e umiltà. Ha messo l’accento sul ruolo dell’intuizione come tramite per livelli di conoscenza superiori, un elemento che la nostra civiltà occidentale ha spesso accantonato a favore della ragione e della scientificità.
Infine Cristina Contini ha raccontato l’origine delle sue voci e del suo divenire improvvisamente un mezzo di contatto tra mondi diversi. A seguito di un incidente infatti, la diciannovenne Cristina al suo risveglio in ospedale ha iniziato ad avvertire le comunicazioni di alcune voci e si è trovata a dover imparare linguaggi nuovi tutti da decifrare e capire. Il suo percorso di dialogo e ascolto delle voci è oggi un esempio di eccellenza di come questa esperienza possa diventare per chi la vive anche un’occasione di crescita e cambiamento psicologico e spirituale determinanti.
L’incontro ha rappresentato un momento di riconoscimento e apertura verso il fenomeno dell’ascolto delle voci del tutto innovativo e differente da quanto è avvenuto finora nel panorama psichiatrico e psicologico italiano. Il confronto ha permesso di ragionare di e con uditori di voci nell’ambito della salute mentale senza alcun ricorso a etichette diagnostiche chiuse e definitive quanto piuttosto attraverso il riconoscimento rispettoso di un’esperienza che ci mette in contatto con aspetti ancora oscuri e affascinanti del ruolo del trauma nel funzionamento psichico umano.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *